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La salute del cuore comincia in bocca?
Da qualche anno si parla sempre più spesso di una
correlazione tra salute orale e alcune importanti malattie
sistemiche, tra cui quelle coronariche che rappresentano
la prima causa di morte nel mondo occidentale. Non si è
ancora arrivati alla dimostrazione di un rapporto causa-effetto,
ma i dati epidemiologici a favore di questa ipotesi si stanno
accumulando numerosi. L'ultimo studio di questo tipo viene
dal Cile, dove un gruppo di ricercatori coordinati dall'Università
danese di Aarhus ha cercato di evidenziare l'associazione
tra paradontopatie e ischemia coronarica nella popolazione
locale nella fascia di età tra 30 e 50 anni. I 61
soggetti esaminati erano stati ricoverati in reparti cardiologici
per infarto o angina , mentre un campione di pazienti urologici
fungeva da gruppo di controllo. I parametri medici presi
in considerazione erano: pressione arteriosa, colesterolemia,
peso, altezza, età, occupazione, tabagismo, diabete
e uso di antidepressivi; quelli odontoiatrici erano: formula
dentale, profondità delle tasche e livello clinico
dell'attacco paradontale rilevati su sei punti per ogni
dente. I risultati hanno evidenziato che il livello medio
di attacco paradontale e la profondità media delle
tasche erano positivamente associati con la situazione medica
generale, mentre la formula dentale non mostrava alcuna
relazione. Si tratta di un dato, commentano gli autori,
che si accorda con quelli derivanti da precedenti studi
e, in ogni caso, merita ulteriori approfondimenti. Infatti,
se esiste un rapporto causale tra i due tipi di patologie,
allora è necessario ampliare la prevenzione dentale;
se, invece, manca tale rapporto, resta il fatto che questi
due tipi di patologie colpiscono i medesimi gruppi di popolazione,
cosa importante dal punto di vista epidemiologico. L'associazione
tra paradontopatie e malattia coronarica non riguarda solo
il mondo occidentale, come dimostra una ricerca eseguita
in Turchia due anni fa su un campione di pazienti con infarto
acuto o coronaropatia cronica di età media intorno
a 50 anni. I risultati anche in quel caso dimostravano una
correlazione positiva tra stato paradontale e malattia coronarica.
Se il dato epidemiologico è sempre più evidente,
è ancora tutto da chiarire il possibile meccanismo
causale. Un'ipotesi sostiene che l'anello di congiunzione
starebbe nei microrganismi paradontali o nelle loro tossine,
che contribuirebbero agli eventi tromboembolici. Un'altra
ipotesi, invece, vede il possibile legame nel fumo di tabacco,
un fattore di rischio comune ai due tipi di patologie. Secondo
alcune ricerche svolte negli Usa, infatti, l'associazione
positiva sarebbe limitata ai fumatori e aumenterebbe con
l'età. (Cosma Capobianco, da "Giornale dell'Odontoiatra"
del 30 novembre 2002)
Più
paradenti per tutti
Dopo una lunga campagna istituzionale per convincere i genitori
a far indossare caschi ai bambini che usano tricicli e biciclette,ora
è la volta del paradenti.. Negli Stati Uniti questo
presidio preventivo, simile a quello che portano i pugili
a protezione dell'arcata superiore, è considerato
molto utile negli sport di contatto per prevenire sia danni
ai denti sia lacerazioni che i denti potrebbero provocare
sulle labbra o sulla lingua. L'American Dental Association
ne raccomanda l'utilizzo e consiglia di scegliere il modello
che meglio aderisce all'arcata in modo da rimanere fermo
e consentire, allo stesso tempo, di respirare e parlare
con facilità; comunque secondo gli esperti qualsiasi
paradenti, dal più economico al più costoso,
ossia fatto su misura dal dentista, può notevolmente
ridurre la gravità degli incidenti e degli scontri
di gioco. Anche il Children's Hospital di Philadelphia (www.chop.edu),
il primo ospedale statunitense a specializzarsi nella cura
dei bambini già nel 1855, suggerisce l'uso di questo
strumento di protezione. Il consiglio è di utilizzarlo
soprattutto per bambini che praticano sport di contatto
come calcio, pallacanestro, rugby, hochey oppure attività
di lotta come le arti marziali; sport nei quali si colpisce
con violenza la palla con mazze o racchette cone nel baseball
e nel softball; e infine le attività in cui si possono
raggiungere velocità elevate come il pattinaggio
a rotelle o su ghiaccio. Le raccomandazioni, naturalmente,
non esimono dall'uso del paradenti anche quei genitori che
nel tempo libero so dedicano ad attività ricreative
con caratteristiche simili. (Da
"Giornale dell'Odontoiatra" del 30 novembre 2002)
Denti
"naturali" dai maiali
A
Boston un'equipe di scienziati ha creato piccoli denti veri
in laboratorio, partendo da cellule staminali di maiale.
Tra gli addetti ai lavori la scoperta del Forsyth Institute,
pubblicata sul "Journal of Dental Medicine", viene
considerata una rivoluzione per la scienza dentistica. (Da
"Corriere del Ticino" del 27 settembre 2002)
Vaccino
anticarie è quasi pronto
Potrebbe
essere contenuto in una gomma da masticare o in un dentifricio,
in un colluttorio o un gel da applicare sui denti e le gengive.Ora
l'importante, per il biologo molecolare inglese Julian Ma,
è che hanno preso il via gli ultimi studi di fase
III sull'uomo del primo vaccino contro la carie dei denti.
E se i dati preliminari di efficacia saranno confermati,
il principio attivo lo si potrà inserire un po' ovunque:
il metodo potrà essere utilizzato anche per combattere
alttri microrganismi che entrano nel corpo umano tramite
le mucose come il virus dell'AIDS o del papilloma che causa
il tumore all'utero. (Da "Corriere del Ticino"
del 1 giugno 2002)
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